(PRIMANOTIZIE) NEW DELHI, 7 MAGGIO 2025 – Sale drammaticamente la tensione tra India e Pakistan dopo che New Delhi ha condotto all’alba attacchi missilistici su tre città pakistane – Kotli, Bahawalpur e Muzaffarabad – nell’ambito dell’“Operazione Sindoor”, mirata alla distruzione di nove basi terroristiche ritenute operative nei territori pakistani. Secondo le autorità indiane, tutti gli obiettivi sarebbero stati “completamente distrutti”.
L’attacco ha innescato la dura reazione del premier pakistano Shehbaz Sharif, che ha parlato di “attacchi vigliacchi” e ha promesso risposta con la forza: “Il nostro Paese ha tutto il diritto di reagire a questo atto di guerra”. La rappresaglia è scattata con uno scambio di artiglieria pesante lungo la Linea di Controllo in Kashmir, alimentando i timori di una pericolosa escalation tra le due potenze nucleari.
Secondo il portavoce dell’esercito pakistano, tenente generale Ahmed Chaudhry, i raid indiani avrebbero provocato almeno 26 morti, tra cui due bambine di tre anni rimaste uccise nel bombardamento di una moschea a Bahawalpur, nella provincia del Punjab. Almeno 46 persone risultano ferite. Nella risposta militare del Pakistan, si registrano al momento otto vittime.
Uno degli attacchi più discussi ha colpito la centrale idroelettrica di Neelum Jhelum, danneggiando parte della diga sul lato pakistano del confine in Kashmir. “Quali norme internazionali consentono di prendere di mira impianti idrici e infrastrutture civili?”, ha chiesto polemicamente Chaudhry.
Preoccupazione è stata espressa a livello internazionale. Il portavoce del segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha lanciato un appello urgente alla moderazione: “Il mondo non può permettersi uno scontro militare tra India e Pakistan”. Anche il segretario di Stato americano Marco Rubio ha chiesto ai due Paesi di “disinnescare immediatamente” la crisi.
La Cina, da sempre alleata strategica del Pakistan, ha espresso “rammarico per l’azione militare dell’India” e si è detta “preoccupata per gli sviluppi attuali”. In una nota ufficiale, Pechino ha invitato le parti alla moderazione, ricordando che “India e Pakistan sono vicini che non possono essere separati, e sono anche vicini della Cina”.
Il rischio di un’escalation è concreto e la comunità internazionale osserva con apprensione una crisi che potrebbe destabilizzare l’intera regione asiatica. (PRIMANOTIZIE)
