
Con il loro nuovo singolo “L’ Automobilista Invertebrato”, la band torna a raccontare la realtà contemporanea con uno sguardo lucido, ironico e profondamente critico. Un brano nato dal caos quotidiano del traffico, ma capace di trasformare una figura apparentemente ordinaria in una potente metafora della società di oggi: frenetica, frustrata, sospesa tra desideri e disillusioni.
Tra osservazione diretta della vita urbana e una forte componente autobiografica, il pezzo si muove su un equilibrio sottile tra energia musicale e contenuto sociale, dimostrando come l’ironia possa diventare uno strumento affilato per leggere il presente senza appesantirlo.
Il singolo anticipa l’album “Pausa Caffè”, in uscita in primavera, descritto come un vero e proprio viaggio: un percorso coerente e connesso, traccia dopo traccia, capace di attraversare tematiche leggere e altre più complesse, senza mai perdere autenticità e spirito critico. In questa intervista ci raccontano com’è nato il brano, cosa rappresenta per loro la figura dell’automobilista e quale ruolo può ancora avere oggi la musica nel mettere in discussione la realtà.
Come nasce “L’Automobilista Invertebrato”e qualè stata la scintilla che vi ha portato a scriverlo?
È stata un’intuizione di Filippo che ha deciso di scrivere qualcosa su questa fantomatica figura, dopo una delle tante giornate passate nel traffico, poi la parte strumentale ha avuto una bella evoluzione, diciamo che è stato uno dei pezzi più complessi da veicolare sulla giusta strada.
Perché avete scelto la figura dell’automobilista come metafora della società contemporanea?
L’automobilista è una figura surreale, distopica, che unisce la realtà, i desideri e le frustrazioni di una vita spesa a mille all’ora.
Quanto c’è di autobiografico o di osservazione diretta della vita urbana nel testo?
Tutto! Quello che abbiamo scritto è spesso una narrazione di ciò che accade tutti i giorni, senza remore o troppi giri di parole.
In che modo l’ironia vi aiuta a veicolare una critica sociale così marcata?
Senza ironia e spirito di autocritica sarebbe molto complesso trattare alcuni degli argomenti presenti nei nostri pezzi, risulterebbero un po’ pesanti, mentre dissacrando certi cliché e certi retaggi, vogliamo lasciare spazio ad un finale ancora da scrivere per chiunque.
Pensate che oggi la musica abbia ancora un ruolo nel raccontare e mettere in discussione la realtàsociale?
A parte qualche grande nome la musica ha perso parte della sua funzione di critica costruttiva, di spirito rivoluzionario, anzi, ha acquisito funzione di mero racconto di una realtà spesso veicolata per gli show televisivi e le mode.
Quanto è importante per voi mantenere un equilibrio tra energia musicale e contenuto critico?
È fondamentale! I testi e le parti musicali lavorano in sinergia e ciò che suoniamo cerca di rispecchiare le sensazioni e i sentimenti, come fosse uno scatto fotografico del momento esatto in cui è nata la magia.
Il singolo anticipa l’album in uscita in primavera: che tipo di continuità o evoluzione dobbiamo aspettarci nel disco?
Sicuramente “evoluzione” è la parola giusta, è un viaggio nel profondo delle vite, un percorso che racconta tra argomenti più leggeri e futili ed altri più impegnati o complessi, la realtà per quella che è ma senza rassegnazione o paura, ogni traccia di “Pausa Caffè” è collegata alla precedente e alla successiva, in un susseguirsi di sensazioni e di sorprese.



