(PRIMANOTIZIE) CITTÀ DEL VATICANO, 7 MAGGIO 2025 – È tutto pronto nella Cappella Sistina per l’inizio del conclave che porterà all’elezione del 267esimo Papa della storia della Chiesa. Dopo settimane di preparazione, dialoghi e riflessioni, alle 19 è attesa la prima fumata. Nella giornata di oggi si è concluso ufficialmente il tempo della sede vacante con l’annullamento dell’Anello del Pescatore e del Sigillo di piombo di Papa Francesco, avvenuto nell’Aula del Sinodo alla presenza del cardinale camerlengo Kevin Farrell e del collegio cardinalizio.
L’ultima congregazione generale ha confermato l’impegno dei cardinali a custodire e proseguire l’eredità di Francesco, a partire dalla lotta contro gli abusi, la trasparenza nei conti vaticani, l’impegno per la pace, il dialogo interreligioso e la cura del creato. Un appello corale è stato lanciato affinché si giunga “quanto prima a un cessate il fuoco permanente”, dall’Ucraina al Medio Oriente, segno chiaro di continuità con il pontificato di Bergoglio.
Sono 133 i cardinali elettori, provenienti da 66 Paesi, con 53 europei e 17 italiani. L’atmosfera è di attesa e confronto: in questi giorni la cosiddetta “diplomazia parallela” si è consumata in seminari, istituti religiosi e persino ristoranti, dove i porporati si sono incontrati per conoscersi e discutere delle scelte future. Fa discutere il caso del cardinale keniano John Njue, escluso dal conclave per presunti motivi di salute, smentiti dallo stesso porporato.
Tra i papabili più accreditati spiccano gli italiani Pietro Parolin e Pierbattista Pizzaballa, il marsigliese Jean-Marc Aveline (vicino a Matteo Zuppi), il cardinale Robert Francis Prevost e il filippino Pablo Virgilio Siongco David, noto per le sue posizioni coraggiose contro le ingiustizie. Rimane sullo sfondo anche la suggestione del primo Papa africano, con Fridolin Ambongo in pole position.
I riti del conclave cominceranno domani, mercoledì 7 maggio, alle ore 10 con la messa “Pro eligendo Romano Pontifice” nella Basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Durante la celebrazione, il decano invocherà lo Spirito Santo con le parole:“Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo”.
Nel pomeriggio, alle 16.15, i porporati si riuniranno nella Cappella Paolina, da dove inizierà la processione verso la Cappella Sistina intonando le Litanie dei Santi. I cardinali di rito latino indosseranno la veste rossa con la mozzetta, il rocchetto e gli altri paramenti tradizionali; quelli delle Chiese orientali l’abito corale previsto dal proprio rito.
All’ingresso in Sistina si canterà ilVeni Creator, l’invocazione allo Spirito Santo. Dopo il giuramento, intorno alle 16.30, scatterà il tradizionaleextra omnes: via i telefoni, via ogni contatto con il mondo esterno. Seguirà la catechesi del cardinale Raniero Cantalamessa, storico predicatore della Casa Pontificia, che poi lascerà la Sistina insieme all’arcivescovo Diego Ravelli.
A presiedere il conclave sarà il cardinale Pietro Parolin, in sostituzione del decano Re, 91enne. Sarà lui a chiedere se si possa procedere subito al voto o se occorrano ulteriori chiarimenti. Se la maggioranza acconsentirà, si procederà con il primo scrutinio già domani pomeriggio.
La prima fumata, attesa per le 19, sarà con ogni probabilità nera: un modo per saggiare gli equilibri e pesare le forze in campo. Da giovedì, si entrerà nel vivo con quattro votazioni al giorno e due fumate quotidiane, finché non emergerà il nuovo successore di Pietro. (PRIMANOTIZIE)



