
Con il nuovo singolo “Avanti March!”, Emonis accende un riflettore sul conformismo della società contemporanea, smascherando quei meccanismi – linguistici, culturali e comportamentali – che ci spingono a parlare, apparire e pensare tutti allo stesso modo. Il titolo suona come un ordine militare, ma il brano ribalta il comando: non è un invito ad allinearsi, bensì a rompere le righe.
Tra ironia e provocazione, Emonis critica slogan, mode e automatismi che appiattiscono il pensiero, scegliendo una svolta stilistica verso il rap dopo trent’anni di progressive rock con i Sintonia Distorta. In questa intervista racconta il peso della pressione collettiva e l’importanza di difendere una voce autentica.
“Avanti March!” sembra un ordine militare: quando hai sentito per la prima volta questa pressione collettiva a “marciare” tutti nella stessa direzione?
Difficile individuare una prima occasione; sicuramente input e stimoli di questo tipo sono all’ordine del giorno, spesso indiretti, silenti ma presenti!
Nel brano parli di conformismo linguistico: quanto il linguaggio influenza il modo in cui pensiamo e percepiamo noi stessi?
Non so se influisca addirittura il modo in cui ci percepiamo, credo però rischi di limitare la nostra visione a 360°, la nostra voglia di conoscenza. Spesso, io per primo, si fruiscono dei “modi di dire”, senza in realtà conoscerne al 100% il significato.
L’ironia è l’arma principale del pezzo: pensi sia oggi uno degli ultimi strumenti rimasti per criticare il sistema senza essere travolti?
E’ sicuramente un valido strumento. Ritengo che le parole siano un mezzo “potente”, che può spingere alla riflessione…e un invito ad uno spirito critico, fatto con il sorriso sulle labbra, personalmente è stato, in diverse occasioni, più efficace di molte altre modalità!
Arrivi da trent’anni di progressive rock con i Sintonia Distorta: quanto questa esperienza ti ha aiutato a costruire una critica strutturata alla società?
Gli aspetti della società moderna riguardo i quali tendo a storcere un po’ il naso, derivano più dall’esperienza quotidiana, dalle dinamiche in cui ci si trova travolti un po’ tutti i giorni. La musica dei “Sintonia” mi/ci ha permesso di manifestare, in altre precedenti occasioni, un po’ di dissenso al riguardo (penso a brani come “Pioggia di vetro” o “Il suono dei falsi Dei”, che vi invito a scoprire!)
“Avanti March!” è una rottura stilistica verso il rap: è stata una scelta estetica o un’esigenza narrativa?
Credo un po’ tutte e due le cose; volevo sperimentare in un ambito più rap. E partito nella mia testa il “motivetto” che accompagna il brano, automaticamente mi si è “aperta” l’idea della marcia….e a sua volta la visione di questi umani che marciano tutti nella stessa direzione, privati delle loro idee ed emozioni (che poi è quello che ho cercato di rappresentare anche con la cover)
