
Tsunami segna il ritorno più intimo e consapevole di Francesco Nardo. Il nuovo singolo feat. Frego nasce dalla paura più profonda dell’artista: smettere di scrivere. Un’angoscia che si trasforma in un atto liberatorio, dove la denuncia sociale lascia spazio all’introspezione e alla rinascita. Il ritornello “Sono fuori di me” diventa un grido sospeso tra fragilità e speranza.
Il featuring con Frego crea un ponte ideale tra Napoli e Catania, unendo linguaggi e radici diverse in un dialogo autentico. Tsunami segna anche il ritorno di Nardo alla produzione e agli arrangiamenti, con il contributo di Tom Rix, che arricchisce il brano con sonorità moderne in equilibrio tra rock e Mediterraneo.
Se “Tsunami” fosse una scena di un film, quale sarebbe l’inquadratura iniziale?
L’inizio di “ Quarto Potere “ di Orson Wells, la scena del dialogo sull’uomo medio de “ La Ricotta “ Di Pier Paolo Pasolini, tantissime scene di “ Napoli Velata “ di Ferzan Ozpetek o “ Le Voci Di Dentro “ di Eduardo De Filippo. Amo troppo il Cinema per poter trovare una risposta a questa domanda, ho saltato i film di Paolo Sorrentino o quelli di Giuseppe Tornatore per non allungare la risposta.
Il brano racconta un ritorno, una rinascita ma anche un passato ingombrante: quale immagine ti ha accompagnato durante la scrittura?
Tutte le volte che ho pensato di non risucire più a scrivere poi una sera mi trovai a cena a casa di un amico che è anche un grandissimo cantautore, Diego Esposito e parlai con lui di questa mia angoscia, lui sorrise e mi disse di vivere per scrivere, così da addorbire
La collaborazione con Frego crea un ponte ideale tra Napoli e Catania. Se questa canzone fosse un viaggio, quale sarebbe la prima tappa?
Il nostro mondo musicale è talmente variegato che probabilmente dovremmo partire dall’America: io amo il Rock ed il Cantautorato, lui ama l’Hip Hop, il Jazz, L’R&B, il Funky. Siamo figli dello slang musicale Americano ma portato nelle nostre radici, forse entrambi abbiamo creato un genere nostrano per non essere più etichettati
Hai citato la tua fase “Nebraska”, un riferimento preciso a Springsteen. Quale atmosfera di quel disco ritrovi nel tuo brano?
Springsteen scrisse “ Nebraska “ in un momento di bivio, chiunque conosca la sua storia, sa anche che quello è uno degli album a cui lui è più legato. Non fu un momento facile della sua storia personale ed io, non per megalomania, sento di essere entrato in un momento molto simile: sto riscoprendo me stesso a partire dai fantasmi che avevo chiuso nell’armadio
“Tsunami” è la prima fotografia di un percorso più ampio: quale “film” stai girando con la tua nuova musica?
Un film con cui cercherò di rendere poetica quella parte di passato che in realtà ha forgiato ogni centimetro del mio essere: dalla mia anima alla mia scrittura. Sarà un album flusso di coscienza, probabilmente con tanti brani e tante citazioni. Sto pensando di scrivere una strofa su alcune canzoni che mi hanno segnato ma non so quando uscirà. Per questo lavoro sono totalmente indipendente, potrebbe uscire tra qualche mese come tra due anni ma non voglio rincorrerlo, è qualcosa di troppo intimo come interiore per lasciarsi tribolare dal tempo
