(PRIMANOTIZIE) PARIGI, 13 MAGGIO 2025 – Il tribunale di Parigi ha dichiarato Gérard Depardieu colpevole di violenza sessuale, condannandolo a 18 mesi di reclusione con pena sospesa, a seguito delle accuse presentate da due donne che hanno lavorato con lui sul set del film “Les Volets Verts”, girato nel 2021.
Le vittime sono una scenografa e un’assistente alla regia, che hanno denunciato comportamenti inappropriati e ripetute molestie da parte dell’attore sul luogo di lavoro. Oltre alla condanna penale, Depardieu è stato dichiarato ineleggibile per due anni ed è stato inserito nel registro nazionale francese degli autori di reati sessuali, come richiesto dal pubblico ministero.
Il celebre attore francese, oggi 76enne, si è sempre dichiarato innocente e non era presente in aula al momento della lettura della sentenza. Tuttavia, è tornato recentemente sul set, nelle Azzorre, per girare il nuovo film diretto dalla regista Fanny Ardant, sua storica amica.
Il processo è stato definito dai media francesi un banco di prova per il post #MeToo in Francia, costituendo il primo caso concreto in cui un’icona del cinema nazionale viene condannata per aggressioni sessuali in sede giudiziaria. In aula, i magistrati hanno sottolineato la “totale negazione e l’incapacità di mettersi in discussione” da parte dell’attore, accusandolo di aver approfittato della propria notorietà per esercitare potere e dominio su collaboratrici in una situazione di inferiorità sociale.
Nel corso del dibattimento, il pubblico ministero ha evidenziato la presenza di testimonianze coerenti, inclusi tre testimoni oculari, sottolineando che quanto accaduto “costituisce innegabilmente un’aggressione sessuale”. A supportare la ricostruzione anche le parole di Carine Durrieu Diebolt, avvocata di una delle querelanti, che ha definito l’attore “un predatore sessuale” e denunciato l’esistenza di “un sistema di impunità a tutela delle celebrità”.
Anche l’altro legale, Claude Vincent, ha attaccato duramente Depardieu, accusandolo di essere “un misogino tra i misogini” e sostenendo l’impossibilità di separare l’uomo dall’artista. Ha inoltre ricordato l’esplicito sostegno dato da Depardieu al regista Roman Polanski, coinvolto in un celebre caso di stupro a Los Angeles.
Oltre alle accuse oggetto del processo concluso, Depardieu è stato citato da oltre 20 donne per comportamenti inappropriati e molestie, ma molti casi non sono stati portati avanti per prescrizione o mancanza di prove. Resta ancora aperta la vicenda relativa all’attrice Charlotte Arnould, che nel 2018 ha accusato l’attore di stupro: in quel caso, i magistrati francesi hanno chiesto il rinvio a giudizio nell’agosto 2024.
Con questa sentenza, la magistratura francese segna un punto fermo, e lo fa contro una delle icone del cinema nazionale, aprendo un nuovo capitolo nella discussione pubblica sui limiti del potere, la responsabilità delle star e la tutela delle lavoratrici del settore culturale. (PRIMANOTIZIE)
