
«Se fosse possibile rendere materiale un ricordo, questa canzone ne sarebbe l’esempio — dichiara Irene Loche — ho scritto questo brano sulla spiaggia, vivendo ogni parola e ogni emozione. Ricordo che musica e parole sono arrivate in un momento e mi sono ritrovata come dentro a un film. Green Wave è legata a uno dei ricordi più surreali e preziosi della mia vita. Ho avuto l’occasione di suonarla nella demo room del mio amico liutaio Bill Asher, di fronte a Jackson Browne, uno dei più grandi cantautori della scena americana e un mio punto di riferimento enorme. Avevo il cuore a mille. Mi ha ascoltata suonare e ne è rimasto felice, anche se all’inizio, complice la mia pronuncia ancora un po’ incerta, ha capito “Grain Wave” invece di “Green Wave”, e siamo scoppiati tutti a ridere. La mia vita, rispetto a quella di persone come lui, è minuscola, ma mi sento profondamente fortunata ad aver raccolto un ricordo così. Io non so dove mi porterà questa vita: sto ancora cavalcando l’onda e non ho paura di ammettere le mie fragilità. Con questo disco vorrei riuscire a far trasparire davvero chi sono, con onestà: pregi e tantissimi difetti. Con Green Wavevorrei che chi ascolta si sentisse avvolto, cullato. Vorrei abbracciare chiunque abbia vissuto ciò che ho vissuto io, provare a dare un po’ di calore e di forza e sentirmi vicina a chi mi ascolta».
A impreziosire il disco, la partecipazione di musicisti di fama internazionale come Leland Sklar e Steve Ferrone, che ne esaltano la profondità e l’intensità sonora.
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