
Con “Everest”, il nuovo singolo di Littamè, la cantautrice veneta apre un capitolo più intimo e profondo del suo percorso artistico. Il brano nasce, come racconta lei stessa, da parole appuntate su un quaderno, frasi libere che hanno trovato voce e forma grazie alla collaborazione con Stefano e Nicola, in un processo creativo intenso e autentico.
“Everest” è una canzone che mette a nudo la parte più vulnerabile dell’artista: quella che non vuole più restare in silenzio sotto il peso delle aspettative altrui. È un grido di liberazione, ma anche un atto di consapevolezza — la scalata simbolica di una montagna interiore che rappresenta le sfide, le paure e la voglia di affermare la propria verità.
Tra fragilità e determinazione, Littamè costruisce con “Everest” un dialogo sincero con sé stessa e con chi ascolta, trasformando la difficoltà di “aprisi” in una potenza emotiva capace di arrivare dritta al cuore. Un brano che segna una tappa importante nel suo cammino musicale, dove ogni parola diventa un passo verso la vetta della propria autenticità.
Come è nata l’idea di creare Everest?
Come gli altri brani scritti, Everest nasce da parole scritte liberamente nel mio quaderno. Frasi slegate che hanno l’esigenza di farsi canzoni. Stefano e Nicola hanno ascoltato queste mie parole e abbiamo poi creato questo pezzo.
Qual è il significato più profondo di Everest per te come artista?
Everest porta in scena una parte di me che non sta zitta, una parte di me che non vuole essere schiacciate dalle aspettative degli altri che le stanno sulle spalle. Per me come artista e persona, per la prima volta, Everest mostra la fragilità che sta dentro a me, una fragilità che prima di uscire deve essere spezzata dalla mia voce.
C’é un momento particolare durante la creazione di Everest che ti ha ispirato o emozionato di più?
Aprirsi per me è difficile. Scrivere di sentirsi una persona schiacciata dai giudizi degli altri, mostrandosi fragili è stato difficile. Sono una persona che deve risolvere sempre tutto da sola, che ce la fa senza chiedere aiuto, senza in qualche modo scavalcare regole e limiti ma a volte vorrei solo dire la mia.
Quali sono state le principali sfide affrontate nel portare Everest alla sua forma finale?
Forse la sida più difficile è stata quella di riuscire a dare la giusta intensità alle parole che erano state scritte.
Come descriveresti il processo di collaborazione con il team creativo dietro Everest?
Le parole che userei per descrivere il processo di collaborazione con il team creativo sono: libero, intenso ed emozionante. C’è molto impegno dietro, molta sperimentazione e molta serietà ed è proprio quello che mi serve.
