
Il nuovo singolo di Maila, “Ma che rumore fa”, si muove tra pop malinconico e atmosfere pop/trap, dando vita a un brano dal forte impatto emotivo.
La canzone esplora la difficoltà di assistere alle fragilità di una persona amata senza poter intervenire davvero per cambiare il suo percorso. Il desiderio di proteggerla e vederla serena si scontra con la consapevolezza che alcune battaglie devono essere affrontate in prima persona.
Tra arrangiamenti moderni e un racconto sincero, Maila dà voce a un sentimento di amore e frustrazione che appartiene a molte relazioni.
Com’è nato il lavoro in studio con Numb (Filippo Toffanin)?
È nato casualmente con questo brano, e da quel momento ho deciso di continuare a lavorare con lui. È una persona che ti ascolta nel profondo e ne tira fuori il meglio insieme.
Mi ha capita subito, ha sentito sulla sua pelle il mio dolore e questa trovo sia una cosa fondamentale.
Qual è stato il passaggio più delicato tra scrittura e produzione?
Probabilmente la fase di registrazione molto emozionante e a tratti pesante.
Avete scelto subito una direzione pop/trap o è arrivata dopo varie prove?
È arrivata dopo qualche anno di sperimentazione.
C’è un dettaglio sonoro a cui sei particolarmente legata?
Mi piace l’inizio del brano che trasmette a livello musicale l’inquietudine che stavo provando in quel momento.
La registrazione è avvenuta in un momento personale difficile: quanto ha inciso sull’interpretazione vocale?
Moltissimo. Ma va bene così, preferisco essere sincera e non impostata nella mia musica. Ed è proprio questo il bello, che nonostante non sempre sia facile, rimanga una traccia del mio vissuto.



