(PRIMANOTIZIE) WASHINGTON, Usa – “Gli Stati Uniti sono tornati, è la nostra età dell’oro e non torneremo indietro”. Con queste parole Donald Trump ha aperto al Congresso l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione, in un intervento dai toni autocelebrativi e fortemente politici.
Davanti a deputati e senatori riuniti in seduta congiunta, il presidente ha alternato rivendicazioni economiche a momenti simbolici, trasformando l’appuntamento istituzionale in uno show dal forte impatto mediatico. Tra gli ospiti citati e salutati, anche la nazionale americana di hockey su ghiaccio, fresca campione olimpica, insieme a esponenti della società civile.
Sul fronte economico, Trump ha rivendicato risultati definiti “storici”: “Inflazione in picchiata, mentre Wall Street con me ha battuto ogni record”. Il presidente ha poi sottolineato i dati sull’immigrazione, affermando che “i confini non sono mai stati così sicuri” e che “nessun immigrato clandestino è entrato negli ultimi nove mesi”.
Ampio spazio anche al tema dei dazi. Trump ha sostenuto che “tutti i Paesi vogliono mantenere gli accordi” e, nonostante quella che ha definito “la decisione infelice della Corte Suprema”, ha assicurato che gli Stati Uniti stanno continuando a incassare risorse significative dalle tariffe commerciali. Secondo il presidente, tali entrate potrebbero arrivare a “sostituire le tasse sul reddito”, delineando una visione di profonda revisione del sistema fiscale.
Un discorso che ha confermato la linea del presidente: rivendicazione dei risultati ottenuti, centralità del tema sicurezza e difesa degli interessi economici americani come pilastri della sua azione di governo.
